Gli elementi essenziali del Coaching.

Il Coaching dunque, è quel processo attraverso il quale si aiutano individui e gruppi di persone a raggiungere il massimo livello delle proprie capacità di performance.

La maggior parte delle persone non raggiunge l’obiettivo perché non riconosce l’importanza delle cose che fa, manca di consapevolezza. 

Molti atleti ad esempio arrivano al giorno della gara nella massima condizione fisica ma poi vengono vinti da ansia e paura.

Il coaching aiuta a riordinare la propria mente, cercando di far focalizzare il soggetto sulle priorità ponendo degli obiettivi concreti. Così facendo i dubbi e le incertezze verranno eliminati e l’atleta avrà lo spazio e il tempo per migliorare senza inciampare in ostacoli. 

Il coaching si compone di alcuni elementi essenziali: la vision, la mission, la meta e l’obiettivo.

La vision può essere considerata come la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori, le aspirazioni, fissando quelli che sono gli obiettivi (goal-setter) e incentiva all’azione. Attraverso la vision  ci si immagina cosa si vuol fare nel futuro, generando emozioni, incentivandosi all’azione.

La mission può considerarsi come lo scopo ultimo, la giustificazione stessa alla propria esistenza (sia essa in una persona inserita in una società o in un’impresa) ed è ciò che la contraddistingue dagli altri.

La meta, il termine al quale si è diretti, al quale si deve giungere.

L’ obiettivo, invece, può considerarsi come il risultato da raggiungere alla fine del progetto, risultato necessario per il conseguimento dei benefici attesi.

Scopo ultimo del Coach è far raggiungere gli obiettivi che una persona si prefigge di realizzare nella vita sia a livello personale che professionale e sportivo non dando la risposta o la soluzione al proprio coachee, ma inducendo alla riflessione e guidando nella ricerca interna della soluzione.

“Il coach è un distaccato generatore di responsabilità e consapevolezza”.

Il Mental Coach

Lungo il mio percorso formativo e lavorativo, mi sono spesso trovato a misurarmi con situazioni, sia mie personali che dei miei allievi o atleti, in cui, il calo delle “prestazioni” sportive e lavorative, produceva effetti negativi non solo in un settore specifico della vita ma si ripercuoteva in tanti altri settori come quello affettivo o comportamentale influenzando così negativamente la vita stessa; generando una demotivazione ad ampio spettro tale da innescare un “circolo vizioso negativo”.

Le persone con questo genere di problematiche, senza un “aiuto”, difficilmente riuscivano a ritrovare la via del pensiero positivo, che avrebbe di fatto, aiutato loro a restituire un colore alla propria vita e senso alla propria esistenza. 

Ho constatato che, ritrovando e, lavorando sulla motivazione, tornavano ad essere competitive in tutti i campi, ma soprattutto tornavano a sorridere, ad essere soddisfatte, a fissare nuovi e sempre più ambiziosi obiettivi.

Disinnescare il circolo vizioso negativo, e dare vita ad un circolo virtuoso: questo il ruolo e l’obiettivo principale del Mental Coach!

In realtà, mental coach lo siamo un po’ tutti, chi di noi non ha mai dato una parola di conforto ad un amico, familiare o conoscente, chi di noi non ha mai incoraggiato qualcuno alle prese con un appuntamento importante come può essere una gara sportiva, una partita o un esame universitario. Lo abbiamo fatto tutti, inconsapevolmente, inconsciamente e senza un metodo scientifico. 

Ecco, un Mental Coach è proprio chi fa queste cose con una metodologia di lavoro precisa, che si basa su molteplici aspetti scientifici che spaziano dalla psicologia alla comunicazione, dalla fisiologia alla fisica quantistica. 

Il ruolo del Coach dunque, è quello aiutare le persone a conquistare gli obiettivi che si prefiggono di raggiungere nella vita, sia a livello personale che professionale che sportivo.

Compito principale del coach è quello di destrutturare il pensiero negativo e le convinzioni invalidanti nei propri coachee, aiutandoli a costruire nuovi solchi neurali partendo dalla consapevolezza del proprio essere, fissare gli obiettivi e tracciare la strada per raggiungerli. 

Nella maggior parte dei casi i limiti sono interni, sono nella nostra mente, siamo convinti di non poter riuscire in un’impresa solo perché le nostre credenze e convinzioni ci dicono che è così. 

Il Coach permette ad una persona di cambiare vita!!

Come ripartire

Il mio blog nasce nell’Aprile 2020, anno che segna un momento drammatico per l’umanità, in piena pandemia mondiale infatti e in pieno lockdown, ho cercato di sfruttare al meglio il tempo a disposizione, cercando di non piombare in uno stato mentale negativo ma proiettandomi già nel post pandemia.

Perché si, ci sarà un post pandemia e noi dobbiamo farci trovare pronti a ripartire, a ricostruire dalle macerie una società migliore, prenderci maggior cura dell’ambiente e di noi stessi.

questo non è il momento di deprimersi ma il momento di agire, di formarsi, di non fermarsi e di programmare il proprio futuro.

Un mentalcoach non si piange addosso, un mentalcoach non resta fermo in balia delle onde ma cerca di cavalcarle , rispettando il mare in tempesta, ma scorgendo in esso le opportunità per poter raggiungere sano e salvo la riva.

Un mentalcoach lo fa con se stesso e lo fa dando aiuto agli altri, a chi è pronto per trasformare la propria vita e renderla così come l’ha sempre sognata. Ora più che mai non sii sta fermi ma ci si prepara per ripartire alla grande!!

Per ottenere qualcosa che non hai mai ottenuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto

Se i risultati non arrivano prova a chiederti perché, probabilmente stai sbagliando qualche passaggio!

La resilienza in questi casi è fondamentale ma lo è ancora di più pianificare e seguire una strategia ben precisa.

Rompere gli schemi, a volte, è importante e ci permette di fare cose che fino a quel momento non facevamo

permettendoci di raggiungere obiettivi che non abbiamo mai raggiunto!

Decidi chi vuoi essere

E’ QUESTA UNA FRASE MOLTO SIGNIFICATIVA CHE RACCHIUDE IN SE UN POTENZIALE GRANDISSIMO.

DECIDI CHI SEI.

E’ IL PRIMO PASSO DA FARE. E’ IL MOMENTO PIU’ IMPEGNATIVO ATTRAVERSO IL QUALE CI SI RICONCILIA CON SE STESSI, CI SI GUARDA DENTRO, SI PRENDE CONSAPEVOLEZZA DI CHI SI E’ IN QUEL PRECISO MOMENTO. SONO LE FONDAMENTA DI QUALCOSA DI MOLTO PIU’ BELLO E FANTASTICO CHE ANDRAI A COSTRUIRE SU QUESTA CONSAPEVOLEZZA.

SOLO DOPO APER CAPITO “CHI SEI” , PUOI CAPIRE E DECIDERE CHI VUOI ESSERE.

E’ DA QUI CHE INIZIA IL VIAGGIO, L’AVVENTURA, LA SFIDA. INIZIA LA “FASE DUE” DELLA TUA VITA. E’ SI, PERCHE UNA VOLTA CAPITO CHI SEI E DECISO CHI VUOI ESSERE, POI

DEVI ESSERE.

CONTINUATE A SEGUIRMI…

Occorre prima presentarsi

Sono classe 1979, nato il 13 Febbraio per la precisione. Cresciuto in una famiglia tradizionale del Centro Italia, nel basso Lazio, ai confini con Abruzzo e Molise, ai piedi dell’omonimo Parco Nazionale, nella splendida Valle di Comino, ad Atina precisamente, paese di poco più di 4000 abitanti. Essendo figlio unico e nipote unico, sono cresciuto in un ambiente famigliare tendenzialmente protettivo, condizionamenti e credenze inculcati a più non posso, da farmi sentire talvolta anche inadatto a certe situazioni. I miei genitori ed i nonni materni con i quali vivevo, non lo facevano per cattiveria, ma per eccesso di amore che però spesso ha finito per limitare anche la mia libertà.

Ho impegnato un po di anni per emarginarmi dalla mia famiglia e conquistarmi lo spazio necessario a vivere più intensamente le mi esperienze di vita. Con l’adolescenza e l’iscrizione in una scuola superiore in una città sei volte piu grande del mio paese, ho iniziato a tagliare quel cordone ombelicale famigliare che spesso mi teneva troppo legato fino al punto di sentirlo stretto al collo. Iniziano così nuove esperienze, nuove amicizie, i primi “veri” amori. E’ l’adolescenza, il periodo più bello e brutto insieme della vita, dove mantenere la barra dritta ti consente di uscire forte alla soglia dei venti anni e cominciare ad affrontare la vita da adulto, con una personalità e con le idee chiare su cosa fare. Tanti non ce l’hanno fatto, molti si sono persi per strada, molti erano partiti male e poi hanno raddrizzato il proprio cammino, molti l’hanno vissuta serenamente. Ecco io credo che l’adolescenza lascia il segno, nel bene e nel male, in ognuno di noi. E’ il tempo dei sogni, anche più assurdi che però talvolta si riescono a raggiungere e realizzare. E’ il tempo del “negazionismo” , se si vede una cosa nera, è nera e basta, fino a quando non prendi consapevolezza, metti da parte l’istinto, colloquio con la ragione, e la vede finalmente del colore reale.

Mi sono diplomato, maturità scientifica, bei voti, oltre la sufficienza, ma come dicevano i prof avrei potuto fare di più. E’ già , ognuno di noi avrebbe potuto fare di più !

il mio sogno era quello di entrare a far parte del personale medico o paramedico, quindi scelsi di fare il test per la facoltà di medicina e quello per il corso da fisioterapista. Entrambi andare male, avrei potuto, anzi avrei dovuto, fare di più.

per “ripiego mi scrissi alla facoltà di Scienze Biologiche, sempre all’Aquila. Fu un anno bellissimo! pieno di nuove conoscenze, vissuto con amici vecchi e nuovi, divertimento e poco studio, tanto da dover poi partire l’anno successivo per il servizio di leva.

Era il 1999, avevo 20 anni. In quella estate ebbi la lucidità di riorganizzare la mia vita. Chiusi i rapporti con l’Aquila e con Scienze Biologiche e iniziai il mio percorso nella Facoltà di Scienze Motorie di Cassino, al primo ciclo di studi dopo la riforma che trasformò i vecchi cari ISEF.

Ero di nuovo pendolare , le superiori a Sora, l’università a Cassino. anche qui nuove conoscenze ma meno vita mondana, quello si, con il calore della famiglia e degli amici di sempre vicino che mi hanno aiutato e supportato a laurearmi dopo tre anni in Scienze Motorie, conta parentesi dei dieci mesi del servizio di leva che ho svolto in Marina Militare (e qui prometto che aprirò un altro blog solo per raccontare della mia esperienza da militare e marinaio. Bellissima, fantastica, da racontare !!).

Appena laureato nella primavera del 2003, mi propongono di entrare a far parte di una lista elettorale per le elezioni comunali che si sarebbero tenute entro la stessa esate. Accettai e sinceramente non ci capii molto ricordo solo che vincemmo bene sulle altre liste e divenni consigliere comunale, con delega allo sport e turismo. Nel frattempo avevo maturato varie esperienze di lavoro , da ragazzino in estate ho fatto il benzinaio, ma dopo la maturità e il militare, in estate preferivo andarmene (per tanti motivi !!!) un mese lontano da casa e lavorare nei camp estivi. Ho coltivato per vari anni una bellissima collaborazione con i Centri Fit di Castel di Sangro in Abruzzo, fino a quando nell’inverno del 2004 aprii un mio centro fitness proprio ad Atina. Una bella palestra di circa 400 mq dove si svolgevano le attività più disparate, dal cardiofitness al body building, dallo step e tot body al pump e allo spinning, insomma per 7 anni tra alti e bassi abbiamo allenato a stare bene migliaia di persone.

Nel frattempo ho continuato a coltivare la mia passione per la politica, che ho sempre inteso come il mettersi a disposizione degli altri, di tutti, di tutti quelli che ripongono in te fiducia. E’ come lavorare er un’azienda, dove il tuo impegno deve essere massimo e deve portare risultati utili per tutti. A volte ci sono riuscito bene, altre volte meno, alcuno volte non ci sono riuscito. Devo dire però che ho svolto tre mandati da consigliere comunale di maggioranza e tra una cosa e l’altra dal 2003, anno della mia prima esperienza, sono arrivato alle elezioni comunali del 2018.

Venivo dall’ultimo quinquennio amministrativo piuttosto stanco, nel frattempo qualche anno prima avevo ceduto la mia palestra e intrapreso nuove esperienze di lavoro, mantenendo sempre collaborazioni come direttore sportivo e come istruttore con varie palestre, e sempre nel triangolo Atina- Sora- Cassino. Dopo la vendita della palestra, ho faticato non poco a ritrovare n certo equilibrio personale, le abitudini a volte ti logorano, ma poi sembra che non puoi farne a meno. Dobbiamo essere flessibili e riadattarci continuamente. Del resto senza lo spirito di adattamento ci saremmo già estinti.

Incomincio cosi nel 2011 a collaborare con una scuola paritaria , come insegnante di scienze motorie. Una bella esperienza che ha fatto maturare in me la consapevolezza che quello dell’insegnante più che un lavoro era una passione, il dare qualcosa agli altri, mettere a disposizione il tuo sapere e le tue esperienze agli altri. E’ qualcosa che a me personalmente gratifica all’ennesima potenza.

Deciso. per iscrivermi alle graduatorie di istituto di terza fascia non bastava più solo la laurea, ma era ed è, necessario anche la laurea magistrale o specialistica. Mi iscrivo, sempre all’Università di Cassino, con il quel per tanti motivi avevo mantenuto sempre un rapporto cordiale, sia come amministratore comunale, sia come docente nei corsi pratici di fitness per gli stessi studenti della laurea triennale. Studenti che mi ritrovai come compagni di studi nel percorso specialistico che ho terminato in due anni precisi nella primavera del 2017. Nell’estate dello stesso anno poi , si aprirono i termini per l’iscrizione e l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia e cosi mi inserii. Portai con me molti unti maturanti nell’esperienza della scuola privata e altri da attestati e corsi svolti privatamente. Cosi ho iniziato l’esperienza di insegnante anche nella scuola pubblica. E’ la mia passione, non c’è dubbio. Il profumo (o puzza a volte) di scuola, il rapporto con i ragazzi, i colleghi, i consigli e tutto ciò che ci ruota intorno, per me non sono un impegno stressante.

Le nostre azioni sono figlie dei nostri pensieri, i nostri pensieri sono figli delle nostre convinzioni e condizionamenti

Quando diciamo “IO SONO COSI'” stiamo descrivendo la nostra prigione mentale.

La nostra personalità è influenzata da una componente genetica e da una componente ambientale che ci plasma durante la crescita. Ecco perché l’ambiente in cui viviamo e cresciamo è importante.

Il nostro carattere però può cambiare, possiamo modificarlo. Basta volerlo.

Centrare il proprio focus sul qui e ora , sulla consapevolezza del proprio IO , ci permette innanzitutto di capire chi siamo veramente e poi di spostare il focus su chi vorremmo essere.

Sei così perché tu vuoi essere così!! Ma il cambiamento è possibile e percorribile e passa attraverso quattro fasi :

la fase dell’incompetenza inconsapevole;

la fase dell’incompetenza consapevole;

la fase della competenza consapevole;

la fase della competenza inconsapevole ..e quinti l’automazione della nuova modalità ricercata.

Attraverso un percorso di coaching è possibile lavorare sul propio essere e trasformarlo in quello che si vuole.