Il Cambiamento

Che cosa si intende per cambiamento? I nostri comportamenti quotidiani si possono cambiare, in quanto gli stessi sono figli dei nostri condizionamenti, i nostri condizionamenti sono figli delle nostre azioni, le nostre azioni sono figlie dei nostri pensieri e, i nostri pensieri sono figli di tutte le nostre esperienze di vita. Spesso è la leva del dolore che induce a dire: “Ora basta, è ora di cambiare qualcosa!” è proprio da quel momento che ha inizio il cambiamento! 

Il coach aiuta a lavorare sul proprio carattere, sfatando un falso mito che induce a pensare che lo stesso non possa essere cambiato. Aiuta a modificare il pensiero, il pensiero negativo genera emozioni negative. Supporta nella gestione delle mozioni e predispone le persone che ha di fronte al miglioramento, accelerandone il processo.

Nel nostro ambito, quello del coaching, della crescita personale e del raggiungimento della massima performance, il cambiamento è quella condizione necessaria che serve ad invertire, in un verso o in un altro, il proprio stato, per migliorarsi costantemente fino al raggiungimento, e successivamente, allo stabilizzare, il cambiamento stesso e lo stato migliorativo raggiunto evitando il ritorno ad abitudini scorrette. 

Tutto ha principio da ciò che abbiamo interiorizzato nel corso degli anni e che ha installato in noi dei file comportamentali specifici. Se non ci piace la realtà che stiamo vivendo, significa che abbiamo preso coscienza del nostro disagio e insoddisfazione e siamo pronti per passare all’azione.

Il cambiamento non è automatico, anzi spesso le persone preferiscono restare dove si trovano (aspetto ecologico della mente) piuttosto che affrontare tante situazioni talvolta anche molto impegnative ma che nella maggior parte delle situazioni condurrebbero alla vita desiderata. Uscire dalla propria area di confort, dai propri schemi e dalle proprie abitudini, genera nelle persone un disagio emotivo che favorisce quegli alibi che inducono le persone a trovare sempre un buon motivo per restare dove si è e non entrare in azione.

Il cambiamento passa attraverso alcune fasi: fase dell’incompetenza inconsapevole, si è inconsapevoli che non si sa fare qualcosa, fase dell’incompetenza consapevole, si prende coscienza del proprio essere o del proprio stato, stato della competenza consapevole, si creano nuove abitudini consapevolmente e si fanno nuove cose pensandoci, competenza inconsapevole dove il gesto, l’abilità o la nuova identità, diventa automatica.

La motivazione è l’essenza del cambiamento.

Non si può parlare di cambiamento se prima non si si parla di motivazione.

Potremmo definire la motivazione, dalla semplice analisi etimologica come un qualcosa che innesca le ragioni che portano all’azione. È il motore dell’azione, quella spinta che ci conduce ad avere un comportamento o un altro.

Secondo la piramide dello psicologo statunitense Abraham Harold Maslow, i bisogni e le motivazioni hanno lo stesso significato ma si strutturano in gradi. Alla base della piramide ci sono i bisogni fondamentali alla vita, man mano che si sale la piramide, ci sono i bisogni e le motivazioni volte alla piena realizzazione del proprio potenziale umano, volte all’autorealizzazione.

Non si può raggiungere lo stadio successivo più alto se prima non si soddisfa a pieno il bisogno di grado inferiore.

La spinta motivazionale entra in gioco quando si perde lo stato di equilibrio e insorge l’esigenza o il bisogno di ritrovarlo in uno specifico ambito della vita.

Il comportamento basato sulle leve motivazionali, è dunque un comportamento intrinseco di energie, fisiche e psicologiche, caratterizzato dalla resilienza e dalla reiterazione degli sforzi, che ci aiuta a non demordere e a superare gli eventuali ostacoli che si incontrano lungo il cammino.

La motivazione crea uno stato di tensione, di energie positive, che mantiene attivi e determinati fino al raggiungimento dell’obiettivo.

Essa è dettata da fattori sia intriseci che estrinseci alla persona.

La motivazione intrinseca è data dall’insieme delle sensazioni positive associate a qualcosa che si fa, come ad esempio un lavoro o un’attività sportiva o hobbies, è legata al piacere, alla gratificazione in sé, è quella spinta interiore che porta ad assumere un dato comportamento, che conduce al desiderio e alla soddisfazione di raggiungere un determinato obiettivo favorendo la produzione di ormoni del “buonumore” come la serotonina, endorfina, dopamina, ossitocina o ormoni che ci danno la “carica” e reattività come l’adrenalina e la noradrenalina.

La motivazione estrinseca invece è condizionata dalle gratificazioni esterne alla persona e può essere associabile a qualcosa di materiale, come case, soldi, gioielli, o a qualcosa di immateriale quale potere,  carriera o fama.

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